Tre città.
Un solo progetto.
Un bar che si evolve.
Da Roma alla Sicilia, poi di nuovo a Roma e infine a Torino. Il racconto di un progetto di hospitality fieristica costruito tappa dopo tappa: viaggio, preparazione, allestimenti personalizzati, coffee station, cocktail e flair bartending.
Barman Express
Versiamo Felicità
Prima del cocktail, c'è tutto il resto.
Quando un brand partecipa a una fiera, ogni dettaglio contribuisce all'esperienza che il visitatore porta con sé. Anche il caffè che accompagna una conversazione. Anche un drink preparato davanti al pubblico.
Nel 2026 il progetto MySisal ha attraversato tre tappe del T2000 in Tour, appuntamento dedicato al mondo della tabaccheria: Catania, Roma e Torino.
Con Roll Out, Barman Express ha seguito l'area beverage e l'intrattenimento, adattando l'operatività alle caratteristiche di ciascuna sede e all'identità dello stand.
Non si trattava di replicare un bancone identico per tre weekend. Serviva conservare un'idea riconoscibile e, nello stesso tempo, gestire trasporti, accessi merci, materiali, orari di servizio, coffee station, cocktail e performance dal vivo.
Il progetto si è affinato tra una tappa e l'altra, fino al riutilizzo dell'allestimento personalizzato e all'introduzione di un sistema a gettoni a Torino.
Per un visitatore è una pausa piacevole. Per chi la organizza, è il risultato di decine di decisioni prese prima che il banco apra.
Progettazione
Leggere il brief, il layout dello stand, il programma delle giornate e le esigenze di personalizzazione.
Logistica
Preparare il materiale a Roma, organizzare trasferte, carico, scarico e montaggio in padiglione.
Servizio & live
Tenere insieme coffee station, beverage e flair in una sola esperienza coerente con il marchio.
Il viaggio comincia molto prima della fiera.
Il punto di partenza è Roma. Prima che il pubblico veda una macchina da caffè in funzione o un bartender all'opera, ci sono le verifiche dei materiali, l'attrezzatura da caricare, le scorte da organizzare e le informazioni da coordinare con chi gestisce lo stand.
Per la prima tappa, a Catania, al lavoro di preparazione si aggiunge la trasferta verso la Sicilia.
Viaggiano con il team non solo gli strumenti del bar, ma tutto ciò che serve a montare una postazione autonoma e riconoscibile: bottiglie, minuteria, dotazioni di servizio, materiali per la caffetteria e quanto previsto dal brief.
All'arrivo, i tempi cambiano: accesso merci, scarico, posizionamento delle attrezzature e montaggio devono rispettare le regole del padiglione e le esigenze del team di allestimento.
La qualità di un servizio fieristico dipende anche da questa fase invisibile, quando il banco non è ancora pronto per essere fotografato.
Catania. La prima prova sul campo.
La Sicilia è il debutto di un format destinato a viaggiare. Una postazione da costruire dentro lo stand, un programma intenso di due giorni e un obiettivo semplice solo in apparenza: rendere l'ospitalità parte dell'esperienza MySisal.

La prima cosa da fare è mettere ordine.
Dopo il viaggio e l'ingresso nel quartiere fieristico, la postazione va resa operativa. La disposizione di bottiglie, attrezzatura, materiali e strumenti di lavoro non riguarda soltanto l'estetica.
Ogni elemento deve essere facile da raggiungere e compatibile con gli spazi disponibili.
Il banco deve riuscire a fare più cose insieme. Accogliere chi passa, offrire un caffè, preparare un cocktail e lasciare spazio alla dimostrazione di flair.
Non è un bar tradizionale collocato in fiera. È un servizio che prende forma intorno a uno stand e al suo programma.
Dal primo espresso al ritmo dei cocktail.
Il brief prevedeva caffè con stencil personalizzato, biscotti con logo, acqua, succhi, drink e una selezione di vini.
La coffee station permetteva allo stand di offrire una pausa immediata; il cocktail bar dava al momento di accoglienza un carattere diverso, più adatto alle conversazioni e ai passaggi di pubblico nel corso della giornata.
La pianificazione comprendeva come riferimento 150 caffè, 100 biscotti brandizzati e 150 drink alcolici.
Si tratta di quantitativi previsti nella preparazione, non di consumi consuntivi.
Contano perché mostrano il lavoro preliminare necessario per dimensionare scorte e organizzazione, non perché da soli misurino il successo dell'evento.

Il bar doveva funzionare come servizio, ma anche farsi ricordare come esperienza.

Quando la preparazione diventa spettacolo.
Accanto alla normale attività del banco, il programma prevedeva il flair bartending: sabato dalle 16:00 alle 19:00 e domenica dalle 10:30 alle 13:30.
Non un'esibizione scollegata dal contesto, ma un momento capace di dare ritmo alla presenza del brand in fiera.
La prima tappa restituisce indicazioni utili per proseguire. Il progetto dimostra di poter far convivere caffetteria, beverage e intrattenimento nello stesso spazio.
Per le tappe successive, la riflessione si sposta anche sulla riconoscibilità visiva del bancone e sui dettagli dell'accoglienza.
Roma. Il progetto trova la sua identità.
La seconda tappa non è una semplice ripetizione di Catania. L'esperienza raccolta nella prima uscita aiuta a definire un banco più integrato con il concept dello stand e una presenza ancora più riconoscibile per il pubblico.

Non basta esserci. Bisogna appartenere allo stand.
A Roma il lavoro sull'allestimento diventa centrale.
La proposta viene adattata al render concordato e il bancone assume una presenza visiva più definita grazie ai pannelli verdi brandizzati.
Il bianco della struttura dialoga con il verde dello stand, mentre il retrobanco organizza bottiglie e materiali senza trasformare lo spazio in un deposito a vista.
È una differenza importante: chi entra nello stand non deve percepire il beverage come un servizio esterno appoggiato lì per due giorni, ma come un elemento integrato nell'esperienza del marchio.
L'estetica, in questo caso, è la conseguenza di un progetto condiviso tra l'agenzia, il brand e chi gestisce il banco.
Un solo banco. Più funzioni. Nessuna improvvisazione.
La caffetteria continua ad avere un ruolo preciso: il caffè è una forma di ospitalità rapida, adatta a chi arriva allo stand per una visita o un incontro.
Il beverage porta un momento diverso, con cocktail e drink preparati davanti al pubblico.
Nel brief trovano spazio anche biscotti personalizzati e snack salati, oltre ad acqua e succhi.
Nel frattempo, ogni oggetto deve avere una posizione: macchina da caffè, bicchieri, shaker, bottiglie, ghiaccio e strumenti di lavoro convivono in una postazione che deve restare presentabile e funzionale per tutto il servizio.
L'accesso merci e il montaggio nella Nuova Fiera di Roma fanno parte della stessa regia, anche se il visitatore vede soltanto il risultato.

Un banco brandizzato non è soltanto scenografia. È una parte attiva dell'hospitality.

Il momento in cui lo stand si anima.
Il flair è visibile anche da chi non ha ancora raggiunto il banco.
Le persone osservano, si fermano, seguono la performance e ritrovano nell'area hospitality un momento capace di distinguersi dal normale percorso tra gli espositori.
La sfida non è scegliere tra spettacolo e servizio, ma organizzare entrambi.
Le performance occupano finestre dedicate; il lavoro del bartender continua a rispondere alle necessità del banco.
È qui che prende forma un principio centrale della Regia Beverage™: il beverage non va gestito come un'aggiunta dell'ultimo momento, ma coordinato con la vita dello stand.
Roma lascia in eredità anche un elemento concreto: il bancone personalizzato e i suoi pannelli, pronti per essere riutilizzati e adattati nella tappa successiva.
Torino. La continuità diventa metodo.
Il terzo appuntamento porta il progetto al Lingotto. Non si ricomincia da zero: si parte dall'esperienza delle prime due tappe, si riutilizzano le componenti realizzate per Roma e si adatta il servizio alla nuova disposizione dello stand.

Un allestimento può viaggiare. Se è pensato per farlo.
Per Torino si recuperano i pannelli personalizzati già utilizzati a Roma.
Il lavoro fatto nella tappa precedente continua a dare valore: la postazione conserva l'identità visiva, mentre il montaggio viene adattato al nuovo stand.
Il banco viene posizionato sul lato sinistro dell'area, davanti a una parete dedicata a più marchi.
La collocazione deve consentire agli ospiti di riconoscere il servizio e al personale di operare in uno spazio coerente con i passaggi previsti.
La preparazione del sabato parte con l'allestimento previsto dalle 10:00.
Cambia la città, cambiano gli accessi e i vincoli della sede. Non cambia la necessità di arrivare pronti.
Entrano in scena i gettoni.
A Torino viene introdotto un sistema di token per gestire le richieste dei drink.
È un intervento apparentemente piccolo, ma racconta molto bene il lavoro dietro un servizio fieristico: la distribuzione delle consumazioni deve dialogare con le regole dell'evento e con il funzionamento dell'area hospitality.
Il sistema rende più chiara la modalità di richiesta e offre agli operatori un riferimento pratico.
Non serve attribuirgli risultati non misurati per coglierne la funzione: è una scelta organizzativa che modifica il modo in cui il servizio viene gestito rispetto alle tappe precedenti.
Il progetto comprende ancora la componente beverage e il flair.
Per il finger food della domenica, la fornitura è prevista a cura della fiera: un altro esempio di attività da coordinare tra interlocutori diversi.

La vera continuità non è rifare tutto uguale. È sapere cosa conservare e cosa migliorare.

Il progetto si chiude quando lo stand torna vuoto.
Il programma del weekend prevede sabato il servizio dalle 14:30 alle 20:00 e domenica dalle 9:00 alle 18:00.
Il flair è inserito nelle finestre già adottate nel format: sabato dalle 16:00 alle 19:00 e domenica dalle 10:30 alle 13:30.
Ma il lavoro non termina con l'ultima consumazione.
A fine evento arrivano smontaggio, riorganizzazione dei materiali e uscita dal padiglione.
Sono passaggi lontani dalle fotografie più spettacolari, eppure indispensabili per chi affronta trasferte in diverse città.
Con Torino si conclude un percorso cominciato mesi prima con la preparazione della tappa siciliana: tre appuntamenti, tre contesti differenti e un solo filo conduttore, dalla logistica alla presentazione del servizio.
Tre tappe. Tre decisioni che raccontano il progetto.
La parte interessante di questo case study non è soltanto vedere tre banconi in tre fiere. È osservare come la stessa idea venga affinata nel tempo, senza perdere continuità.
Catania: verificare
Mettere in pratica per la prima volta il format, coordinando trasferta, coffee station, beverage e finestre di flair.
Roma: personalizzare
Trasformare l'esperienza iniziale in un allestimento più aderente al brand, con pannelli verdi e un banco coordinato al render.
Torino: ottimizzare
Riutilizzare l'allestimento, adattare il posizionamento nello stand e introdurre i gettoni per gestire le richieste dei drink.
La fiera dura due giorni.
Il lavoro comincia molto prima.
Dalla coffee station alle performance live, l'hospitality di uno stand funziona quando attrezzatura, persone, immagine del brand e tempistiche vengono pensate insieme.
È il principio della nostra Regia Beverage™: un referente per coordinare il servizio beverage e dare forma a un'esperienza coerente con il progetto.
A Roma o in trasferta, per un singolo evento o un tour su più città.
Hai un evento fieristico in programma?
Raccontaci sede, date, pubblico e obiettivi. Possiamo progettare bar catering, coffee station, cocktail bar, flair e hospitality coordinata all'identità del tuo brand.
Scopri BE EXPOIl progetto in sintesi.
Dove si è svolto il T2000 in Tour 2026?
Le tre tappe del progetto MySisal raccontate in questo case study si sono tenute il 21–22 marzo a SiciliaFiera, Catania; il 6–7 giugno alla Nuova Fiera di Roma; e il 17–18 ottobre al Lingotto Fiere di Torino.
Quali servizi ha gestito Barman Express?
Il progetto comprendeva servizi di caffetteria, beverage e cocktail bar, materiali personalizzati previsti dal brief e performance di flair bartending in fasce orarie dedicate.
Che cosa è cambiato tra Roma e Torino?
A Torino sono stati riutilizzati i pannelli personalizzati realizzati per la tappa di Roma. Il banco è stato adattato al nuovo layout e, per la gestione dei drink, è stato introdotto un sistema a gettoni.
Barman Express opera anche in fiere fuori Roma?
Sì. Barman Express ha base operativa nell'area di Roma, ma realizza bar catering, coffee station e hospitality per stand fieristici ed eventi in diverse città italiane.
I servizi BE EXPO sono progettati in funzione delle esigenze di ogni manifestazione.


































